
Di fronte alla rinnovata drammatica necessità di ricercare soluzioni innovative in edilizia contro i danni causati dai terremoti in Italia come nel resto del mondo, la EMMEDUE S.p.A. ha fatto ulteriori passi avanti sia a livello nazionale che internazionale.
Presso il laboratorio del Centro Ricerche Casaccia (Roma), l’ENEA ha coordinato un programma di sperimentazione, durato 15 mesi, finalizzato alla verifica e validazione del comportamento statico e sismico di edifici costruiti con il sistema costruttivo EMMEDUE®.
Il programma ha visto in campo, oltre ad EMMEDUE® ed ENEA (Ente per le Nuove Tecnologie, l’Energia e l’Ambiente) appunto, anche l’EUCENTRE (Fondazione fondata dalla Protezione Civile, dall’Istituto Nazionale di Geofisica e vulcanologia, dall’Università di Pavia e dall’Istituto Universitario di studi superiori di Pavia per promuovere la ricerca sulla riduzione del rischio sismico).
Nell’ambito delle iniziative del Glis (Associazione per l’isolamento e altre strategie di progettazione antisismica) tra ottobre e novembre scorso si sono effettuate delle prove su tavola vibrante che hanno riguardato due sottostrutture (modello C ed H) e un modello in scala reale di edificio EMMEDUE® su due livelli.
L’edificio-prototipo è stato sottoposto a livelli di intensità sismica crescente riproducendo le condizioni di terremoti catastrofici come quello di Tolmezzo (Friuli Venezia Giulia) del 1976 (Magnitudo 6.4 Scala Richter) e Colfiorito (Umbria-Marche) del 1997 (Magnitudo 5.8), nonché di terribili terremoti avvenuti in Giappone. Il test ha dimostrato la perfetta tenuta del sistema e il valore massimo raggiunto dell’accelerazione, 0.45g, è stato limitato solo ed esclusivamente dalla capacità della tavola. I risultati della campagna sono stati molto significativi, basti pensare che la “casetta” di 2 piani ha subito, nell’arco di mezza giornata, diversi eventi sismici di accelerazione crescente fino alla massima pervista da normativa senza subire alcun danno.
Lo scopo dei test realizzati sui modelli C ed H invece è quello di provare, in caso di evento sismico, la resistenza delle connessioni parete-parete e solaio- parete.
Anche in questo caso i test sono stati realizzati su tavola vibrante utilizzando le stesse sollecitazioni impresse alla struttura di 2 piani, con l’unica differenza che, date le minori dimensioni e la minore massa dei provini, si è riusciti ad imporre picchi di accelerazione che vanno ben oltre lo 0.45g massimo previsto da normativa.
Lo scorso febbraio, inoltre, la EMMEDUE® ha provveduto per mezzo del proprio partner equadoregno Panecons, ad effettuare ulteriori prove su tavola vibrante presso il Laboratorio de Estructuras Departemiento de Ingegneria Pontificia Universidad Catolica del Perù a Lima.
La struttura di due piani su scala reale è stata testata su tavola vibrante con la sollecitazione sismica relativa all’evento accaduto il 31.05.1970 a Chimbote in Perù.
Tale sisma è stato catalogato con magnitudo 7.8 della scala Richter e al X, XI della Mercalli.
Anche in questo caso, come nella struttura testata all’Enea, l’accelerogramma di prova è stato caratterizzato da differenti picchi di accelerazione e i test sudduvisi in quattro fasi, per avere un range completo di prove che partisse da un sisma di entità lieve (0.1g) fino ad un sisma di entità catastrofica (0.5g).
Facendo riferimento al test più severo, cioè quello in cui la sollecitazione ha investito la struttura col suo massimo picco di accelerazione (sisma catastrofico, fase 4), gli strumenti hanno registrato un’ accelerazione come risposta della struttura dalla quale gli elaboratori del report si sono ricavati un coefficiente sismico ben 4 volte superiore a quello calcolato secondo la Normativa locale.
Questo significa che, in realtà, la struttura testata sulla tavola vibrante in Perù, non solo avrebbe superato il sisma di Chimbote, ma aveva resistenza suffuciente per poter far fronte ad un evento sismico ben 4 volte superiore al massimo contemplato dalla Normativa locale.