EPS e città sostenibili

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Alla Conferenza Internazionale sul clima COP21, tenutasi a Parigi dal 30 Novembre all’11 Dicembre 2015, i 21 stati partecipanti hanno preso atto della problematica ambientale legata al surriscaldamento della terra, tanto da fissare un obiettivo a lungo termine che impone di mantenere il riscaldamento globale «ben al di sotto dei 2 °C» e sollecita sforzi per centrare l’obiettivo di 1,5 °C.
Come noto, il surriscaldamento della terra è legato ai gas serra che creano una sorta di “tappo” nell’atmosfera bloccando il passaggio verso l’esterno dei raggi infrarossi emessi dalla terra: i gas serra assorbono e in parte riflettono i raggi infrarossi provocando il progressivo surriscaldamento del nostro pianeta.
Il gas serra più presente e nocivo è la CO2 (anidride carbonica), per questo motivo la parola chiave è da sempre “DECARBONIZZARE” , cioè ridurre le emissioni in atmosfera di anidride carbonica.
Gli edifici sono quelli che partecipano attivamente alla emissione di CO2: direttamente, tramite il riscaldamento e indirettamente, tramite l’utilizzo di energia elettrica (che genera come scarto di produzione tante molecole di CO2 immesse nell’atmosfera).
In assenza di una strategia mirata, le emissioni di gas serra derivanti dagli edifici raddoppieranno o addirittura triplicheranno entro il 2050.
E’ per questo che al COP21 è stata dedicata una giornata, il “Building Day”.

Edifici più efficienti possono davvero dare un contributo nell’affrontare il cambiamento climatico in corso, un tema molto importante che va a toccare inevitabilmente anche la qualità dei componenti e dei materiali destinati all’edilizia. Le città consumano il 78% dell’energia a livello globale, sono responsabili del 30% delle emissioni di anidride carbonica, producono tonnellate di rifiuti.
La Nuova Alleanza per Edifici e Costruzioni (The new Alliance for Buildings and Construction) punta a ridurre del 50% la crescita di consumi energetici attraverso l’efficienza energetica delle nuove costruzioni, e attraverso la riconversione degli edifici esistenti entro il 2030. Si tratterà quindi in futuro, non solo di puntare sul nuovo a edifici sostenibili, ma anche sulla riqualificazione di tutto il comparto edile.

Verso Città Sostenibili

Il nuovo paradigma urbano proposto in occasione del COP21 dimostra come gli investimenti fatti oggi in città sostenibili per ridurre le emissioni di anidride carbonica in atmosfera, generano risparmio lungo tutto l’arco della vita dell’immobile e si traducono un domani in una migliore qualità della salute del Pianeta.
La Soluzione Costruttiva Emmedue, in 35 anni di esperienza sul campo, ha ampiamente dimostrato di essere perfettamente in linea con le conclusioni del COP21. Utilizzando tre materie prime facilmente reperibili in tutto il mondo – acciaio, EPS e calcestruzzo – il Sistema Emmedue presenta vantaggi in termini sia di costi sia di performance strutturali.

Il Sistema Costruttivo Emmedue può essere infatti considerato efficiente in quanto:

  • L’EPS (polistirene espanso sinterizzato), utilizzato come materia prima nel Sistema, è un materiale verificato e classificato come assolutamente eco-compatibile da varie organizzazioni di settore, tra cui il Gruppo BRE (Building Research Estabilishment), che dal 1917 fornisce consulenza in merito a materiali e tecniche costruttive degli edifici al fine di diffondere solo le soluzioni più sicure e rispettose dell’ambiente. Il Gruppo BRE ha classificato il Sistema Costruttivo Emmedue come A+, il livello più alto nella scala di materiali con meno impatto ambientale.
  • Il Sistema Emmedue, durante tutto il suo ciclo di vita, assicura basse emissioni di CO2, valutabili nei confronti del sistema tradizionale in una riduzione di circa il 60%.
  • Il Sistema Emmedue, durante tutto il suo ciclo di vita, assicura un risparmio energetico di circa il 70% rispetto ad un sistema tradizionale.

 

Link:
Paris agreement

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