IL SISTEMA EMMEDUE RESISTE AL TERREMOTO

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Un violento terremoto in Ecuador di magnitudo 7.8 sulla scala Richter ha colpito lo scorso Aprile la costa dell’Ecuador, a soli 19km di profondità. L’epicentro è stato localizzato nella riserva naturale Mache-Chindul, a pochi chilometri dalle città costiere di Monpiche e Bolivar e a circa 170 km dalla capitale Quito.

Il terremoto è stato avvertito in tutto il Paese e anche in Brasile, Perù, Colombia e Panama. Ma lo scuotimento più intenso è stato nell’area epicentrale dove gli effetti sono risultati catastrofici: secondo il bilancio ufficiale il numero delle vittime sarebbe pari a 570.

terremoto_epicentro

La sismicità indica la frequenza e la forza con cui si manifestano i terremoti, ed è una caratteristica fisica del territorio. Le conseguenze di un terremoto dipendono anche dalle caratteristiche di resistenza delle costruzioni alle azioni di una scossa sismica. La predisposizione di una costruzione ad essere danneggiata si definisce vulnerabilità. Quanto più un edificio è vulnerabile (per tipologia, progettazione inadeguata, scadente qualità dei materiali e modalità di costruzione, scarsa manutenzione, tipo di terreno su cui insiste), tanto maggiori saranno le conseguenze.

Per ridurre gli effetti del terremoto e la perdita di vite umane è necessario costruire edifici sicuri e rendere meno vulnerabili quelli esistenti. Oggi le norme per le costruzioni in zone sismiche prevedono che gli edifici non si danneggino per terremoti di bassa intensità, non subiscano danni strutturali per terremoti di media intensità e non crollino in occasione di terremoti forti, pur potendo subire danni anche gravi.

Il tipo di danno riportato può dipendere da una serie di circostanze tra cui l’impianto strutturale dell’edificio, età, caratteristiche dei materiali, sismicità dell’area, vicinanza con altre costruzioni e elementi non strutturali. Quando si verifica un terremoto il terreno si muove orizzontalmente e/o verticalmente, sottoponendo gli edifici soprastanti a cicli di forze inerziali. Gli edifici iniziano ad oscillare secondo frequenze che dipendono dal tipo di costruzione. Se la struttura è duttile, e quindi capace di subire deformazioni, avrà maggiori probabilità di non crollare anche potendo accusare gravi danni che, come detto, dipendono dalla durata e dall’intensità del terremoto.

Immagini post terremoto (sistema costruttivo tradizionale):

Il Sistema Costruttivo Emmedue e il terremoto

Nel sistema Costruttivo Emmedue il ruolo di trasferire le azioni sismiche è affidato alle pareti di taglio.
Il maggior vantaggio dell’inserimento di pareti è il significativo aumento della rigidezza laterale dell’edificio, a cui consegue:

  1. una riduzione degli effetti del secondo ordine e quindi un aumento della sicurezza nei confronti del collasso;
  2. le pareti, anche in fase di estesa fessurazione, mantengono gran parte della capacità portante dei carichi verticali, cosa che non sempre accade per i pilastri.

La maggior rigidezza del sistema strutturale, inoltre:
rende minima l’influenza negativa che i pannelli di tamponamento possono avere sul comportamento globale dell’edificio;
protegge gli elementi secondari dal danneggiamento, il che comporta un notevole vantaggio economico in termini di costi di riparazione;
minimizza gli effetti psicologici sulle persone

Un ulteriore vantaggio è che il comportamento degli edifici con pareti è generalmente più affidabile di quello di edifici composti di soli telai; questo grazie al fatto che le cerniere si formano nelle travi e non nelle pareti, in particolare se queste sono state progettate secondo le regole del capacity design.
Le pareti progettate secondo le moderne normative presentano un comportamento notevolmente duttile a fronte di carichi monotoni. La resistenza a flessione non è granché influenzata dalla quantità di armatura d’anima; peraltro, una armatura più fitta comporta una maggiore duttilità.

Immagini post terremoto (Sistema Costruttivo Emmedue):